Luci ed ombre
Luigi De Giovanni in mostra a Specchia (LE)
“Sutta Le Capanne Du Ripa” Corso Umberto I°
Inaugurazione: 1 agosto 2005 ore 20
dal 1 agosto al 16 agosto 2005
dalle ore 18. 30 alle 21.30
Sprazzi di luce si intravedono in una città di ombre dove scale, solo
accennate con linee ideali, si innalzano, nell’oscurità, sempre più su per
raggiungere mete ancora più lontane. Si capta uno stridio di echi
provenienti dalla città vuota sia di sentimenti d’amore che di pace e
solidarietà.
Parole scritte in evidenza si materializzano all’osservatore e hanno
significati che vanno oltre al codice di scrittura. Queste, con i colori
dati con intenzione, si fanno più forti, dolorose, brucianti e denunciano
l’orrore che spesso accompagna la vita dell’uomo.
Le parole scritte, benché riecheggino nelle opere, sembrano inascoltate da
chi è troppo impegnato nell’inseguimento del successo, non vuole sentire o,
tragicamente, non può sentire perché accecato dalle idee e dall’odio.
Questo clima è la sintesi delle opere in jeans che De Giovanni dedica alle
scalate sociali e alle angosce che attanagliano l’uomo d’oggi.
I colori scuri , ombre che accompagnano la vita , sono contrasto agli
sprazzi di chiaro, pertugi di speranza.
Ombre di colori che sono ombre dell’esistere, suggestioni contenute in un
messaggio di segni e cromie che conducono alle preoccupazioni per il mondo
avvertito con apprensione dall’artista.
I colori vengono dati con pennellate cariche che lasciano profondi segni in
evidenza, come scolpiti, per dare maggiore incisività al suo messaggio.
In questa mostra vi sono esposte anche opere che, solo, formalmente si
allontanano dai jeans. Sono oli su tela, giardini della memoria resi ideali
dall’artista, che partendo da scorci di natura raccontano dei percorsi
dell’esistere.
Vasi trasparenti lasciano intravedere, radici in disfacimento.
Come in disfacimento sono le radici degli ideali e dei sentimenti degli
uomini. Mazzi di fiori recisi, indagati in tutte le stagioni, mostrano la
loro fragilità vitale e il passare del tempo. Vita - morte dei fiori,
dualismo dell’esistere, portano a considerare la speranza che si va perdendo
e gli ideali diventati come le radici di fiori nel vaso di vetro che
marciscono col passare dei giorni.
Un gioco dentro-fuori parla di sentimenti più intimi e di cose, di un Io e
di ciò che sta oltre l’Io.
Segni e cromatismi danno significato e voce ai dipinti: é l’artista che si
rivela nei suoi sentimenti. I colori, in un costante movimento di pennellate
veloci danno forma a fiori e paesaggi, allegoria dell’uomo, che raccontano
le loro memorie vestendosi di una tavolozza che sa regalare poesia.
Negli oli su tela si può cogliere anche un’ armonia serena, ma scavando
nelle pennellate si scoprono le inquietudini dell’artista: luci ed ombre
dell’esistere.
Federica R. Murgia