Due artisti Specchiesi sbarcano a Bruxelles
Due artisti salentini a Bruxelles.
Sarà inaugurata il 5 luglio, ore 18,30, nella prestigiosa sede DEL
PARLAMENTO
EUROPEO de " L’ESPACE COULOIR " R.D.C ASP, a Bruxelles la mostra di
LUIGI
DE GIOVANNI e GIOVANNI SCUPOLA. Le opere dei due artisti, entrambi
nativi di
Specchia, rimarranno esposte dal 5 al 16 luglio.
La mostra viene fatta nell’ambito delle manifestazioni proposte dal
deputato al Parlamento Europeo Onorevole Adriana Poli Bortone anche
sindaco
di Lecce.
Un vernissage che vuole essere il riconoscimento, contraddicendo il
detto
nemo profeta in patria, del valore artistico della produzione di
Luigi De
Giovanni e Giovanni Scupola. Due figli del Salento, due espressioni
artistiche, quella pittorica e quella scultorea, diverse ma
accomunate da
quel filo invisibile che lega un artista alla propria terra.
De Giovanni, con pennellate istintive, cariche di colori, da luogo a
grovigli che agitano la composizione nella ricerca di qualcosa che è
presente cromaticamente: il sentimento, la poesia e la sua angoscia.
Scupola rendendo morbido come cera marmo e legno li assoggetta alle sue
intenzioni animandoli in caldi corpi in movimento quasi alla stregua
degli ulivi contorti, modellati dal caldo vento di scirocco.
Anche se distante geograficamente, ma ideologicamente vicini dal
momento che siamo in Europa, l’evento espositivo è un ulteriore
occasione
per far parlare di Lecce e dei suoi talenti artistici. Un pubblico
prestigioso potrà ammirare le loro opere.
Questi artisti con la loro
arte
esplicano tutta l’energia vitale di questa terra e offrono al
visitatore un’immagine della produzione artistica contemporanea nel Salento,
destinata a segnare la storia dell’arte nel prossimo futuro.
Raramente un pittore ed uno scultore espongono insieme ma per Luigi De
Giovanni e Giovanni Scupola non si tratta di una prima volta essi
infatti
hanno già fatto in una personale insieme , “L’uomo soffiò e…” tenutasi
al
castello Carlo V di Lecce, nel febbraio 2002, anche quella organizzata
dall’associazione artistico socio-culturale Raggio Verde che da diversi
anni
segue il loro cammino artistico.
Entrambi nati a Specchia, hanno seguito percorsi diversi: Giovanni Scupola
si è laureato in Lettere, Indirizzo Storico Artistico, presso
l'Università di
Lecce mentre Luigi De Giovanni si è diplomato all’Accademia di Belle
Arti di
Roma. Le strade dell’arte hanno portato il primo a seguire la passione
innata per la scultura, e quella della pittura per il secondo.
Entrambi iniziano il percorso espositivo alla fine degli anni Sessanta
con
instancabile attività di mostre personali e collettive, in gallerie
private
e spazi pubblici in Italia e all’estero.
Diverse opere di De Giovanni e Scupola sono esposte in tutta
Italia, presso sedi di enti locali, luoghi sacri ed aziende.
Antonietta Fulvio per Raggio Verde
Per eventuali contatti con gli artisti:
Giusy Petracca, presidente associazione Raggio Verde di Lecce
(via
FedericoD’Aragona)
cell. 339/4038939
Note biografiche degli artisti
Luigi De Giovanni nasce il 12 Febbraio del 1950 a Specchia (Lecce).
Si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo nel 1969.
Nel 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma.
Dal 1970 al 1978 segue il Corso Libero del Nudo.
Sin dalla più tenera età esegue disegni ed acquerelli seguito dalla
madre.
Nel 1967 dipinge assiduamente e fa la sua prima mostra collettiva.
Nel 1973 inizia lo studio dell’imprimitura delle tele e delle terre.
Nel 1974 si perfeziona nella tecnica ad olio.
Nel 1980 sperimenta la tempera all’uovo; realizza alcune opere con un unico filo conduttore “scalate sociali”.
Nel 1988 sperimenta tecniche miste con l’uso di materiali di scarto
simbolo
di “rifiuto” quali: segatura, trucioli metallici, pezzi di gomma
inservibili, carta e tessuti.
Inizia il rapporto con la Galleria “Mentana” di Firenze che lo presenta
alla
Fiera Arco di Madrid.
Nel 1990 comincia a realizzare e ad esporre opere che hanno come filo
conduttore “l’angoscia nella società attuale”; comincia ad usare i jeans
vecchi come tele per le sue opere a carattere sociale.
PAOLO LEVI:<…Il mondo poetico di Luigi De Giovanni è il simbolo di un
canto
fecondo, ma anche il palcoscenico di presenze felici , anche se quella
umana
è assente. E’ artista che avverte il desiderio di vivere la tela del
dipinto
come pagina di un diario infinito, perché infiniti sono i particolari e
i
messaggi della natura. Egli sente la necessità di portare in superficie
risposte alle nostre inquietudini esistenziali.... Sono sufficienti
pochi
temi per Luigi De Giovanni per comunicare le proprie illuminazioni che
si
rivelano come esclamazioni interiori. Il suo intimismo
postimpressionista
vive tramite la necessità di captare l’assoluto e di guardare alla
staticità
del paesaggio, come a qualcosa di definito, di eterno.>
MAURO MANUNZA:<…Ma, parallelamente, ecco l’innamoramento per il
chiarismo,
la scoperta dell’abbacinante luce che deriva dalla primordialità di un
paesaggio solare, quello trovato in Sardegna: distese bruciate, verdi e
gialli tenui o brillanti, panorami selvaggi, boschi, alberi, frutta,
fiori,
fiori, e ancora fiori. Lavora su tela, si prepara la tempera all’uovo,
adopera gli acrilici riuscendo a dare vitalità e sfumature calde. Viva
la
luce, viva il colore! Il contrasto non è contraddittorio.>
TOMMASO PALOSCIA:<…E rieccoli, i fiori, splendidi termini di un
linguaggio
che ha radici profonde nella coscienza di De Giovanni e che torna alla
luce,
finalmente, quando l’ossessione delle elaborazioni mentali si cheta.
Riacquista così nella semplicità dell’espressione meridionale la forza
in
cui riemerge la purezza del mito che ha nutrito nei millenni la gente di
Puglia. Risorge filtrando le scorie dialettale per guadagnare gli spazi
che
gli sono congeniali; per riappropriarsi, anche attraversi le esperienze
insulari, di una libertà intellettuale che era presente
nell’elaborazione di
quel mito.>
ALESSANDRA MENESINI:<... Adoperando i fiori come luminosa metafora di
sensazioni e silenzi, di sentimenti e malinconie, del tempo che passa e
del
mutar delle cose. Vivi, mescolati per razza e colore, fissati sulla
tela nel
momento in cui stanno per disfarsi e scivolare sciupati per terra.
Immersi
in vasi senza trasparenza .... si offrono in un disordine
controllato,....>
MOSTRE RECENTI
2000 – Javits Center Artexpo 2000 – NEWYORK
2000 – Galleria Il Tempo Ritrovato – MILANO
2000 – Galleria Mentana – FIRENZE
2000 – Galleria Della Tartaruga – ROMA
2000 – Galleria il Prato dei Miracoli – PISA
2000 – Galleria Raggio Verde – LECCE
2001- “Caschi Bianchi Europa” Roma
2001- Galleria “Mentana” Firenze
2001 - Galleria “ La Bacheca “ Cagliari
2002 - “Club Internazionale Lyceum” Firenze
2002 - “Castello Carlo v ” Lecce
2002 - “ Castello Risolo di Specchia”
2003 - Galleria “La Bacheca “ Cagliari
2003 - Galleria “III Millennio” Venezia
MOSTRE COLLETTIVE
1998 – Fiera Art International – NEW YORK
1998 – Lineart Gent – BELGIO
1999 – Assessorato Cultura Provincia – FIRENZE
2000 – Artisti in copertina Fondazione Memmo – LECCE
2001- “Eurp’Art Genève” Ginevra Svizzera
2001 - “Lineart Gent” Gent Belgio
2002 - Galleria “ Mentana” Firenze
2002 - “Convento dei Teatini”Organizzata da “Il Raggio Verde” Lecce
2002- “Artisti Per Un Anno” Galleria “Mentana” Firenze
2002 - “Aritmie” “ Immagini” Galleria “Il Raggio Verde” Lecce
2003 - “Palazzo Marchesale”Arnesano. Organizzata da: “Il Raggio Verde”
di Lecce ed Helios” di Frascati. Patrocinio del Comune di Arnesano
2003 – Galleria “Il Raggio Verde” La Scuola Romana (Lecce)
2003 - Galleria “Mentana” Firenze
2004 - Villa Le Corti San Casciano (Firenze)
MOSTRE IN PROGRAMMA
2004 / 2005: Roma, Cagliari, Venezia, Firenze, Filadelfia
Giovanni Scupola
Nato a Specchia (Lecce) nel 1953. Si diploma all'Istituto d'Arte di
Lecce,
dove , nel 1974, inizia ad insegnare scultura.Si laurea in lettere e
dal
1980 insegna "Arte della Cartapesta", sempre a Lecce.
Nel 1988/99 si trasferisce a Volterra e insegna Arte dell'alabastro
nell'Istituto d'Arte della città.
Infine ritorna a Lecce dove insegna arte del marmo presso l’Istituto
d’arte
“G. Pellegrino” di Lecce.
Hanno scritto di lui:
Marcello Gennari - scultore: “Da sempre ammiro di Giovanni il gusto del
rischio nel portare al limite della resistenza il materiale lavorato,
come
quando si lancia un grido acutissimo, oltre il quale c’è l’afonia,
cioè la
rottura del pezzo. Un’altra sua peculiarità è l’uso di materiali
diversi,
sia per avere delle rese particolari delle superfici, sia per avere dei
risultati cromatici in funzione della forma, come alcuni pezzi
ricavati da
blocchi di calcite. Ma una cosa importante, a mio avviso è che lui sta
portando fuori anche la nostra pietra leccese (che io amo tanto).
materiale povero, ma di grandi rese chiaroscurali che ha permesso di
dare
fisionomia a una città che è un dono della pazienza e della
sedimentazione
e dell’ira dell’abisso , che millenni fa l’ha spinta alla luce del
sole. Il
sole del Sud.”
Francesco Butturini:
“Una cifra tutta novecentesca, che lo differenzia dai suoi coetanei
informali e astratti e lo restituisce ad un ambito di ricerca dagli
aspetti
ondivaghi fra il Surrealismo di origine picassiana (non gli sono
ignoti i
bronzi del giardino di Mus, e Ricasso di Parigi) e le soluzioni più
ardite
delle armonie di Max Bill. Strade limpide e intrecciate: anche in
questo un
perfetto contemporaneo, a suo agio fra le infinite melodie delle
moderne
Circi”.
Luigi Meneghelli: “ E’ una dialettica, la sua, di rigido e di
soffice, di
maschile e femminile,un accarezzare la massa, perché risponda alle sue
pietose provocazioni, e insieme un lasciarla spigolosa e impenetrata.
Questa
consistenza di opposti richiama un po’ gli ideali arcaici della
scultura
intesa come misura e modellazione dello spazio e anche come misura e
modellazione della materia, come immagine dell’uomo realizzata e
localizzate
e come immagine che interroga se stessa, si oblitera e si fa in
conoscibile
nel sogno di improbabili ascetismi e di armonie perdute”.
Mostre
2000 Simposio di Scultura bisogne (Lago D’Iseo)
2000 Collettiva Fondazione Memmo –Lecce
2001 “Pro Arte Pro Deo”-Monteroni (Le)
2002 Mostra: E l'uomo soffiò personale al Castello Carlo V_Lecce
organizzata
dall'associazione Raggio Verde
2002 Partecipazione Simposio di scultura a Cicagne_Genova
2002 Partecipazione al Simposio di Scultura a Paratico_Brescia
2003 Personale a Castello Risolo_Specchia
2004 Mostra Museo Pagani_Castellanza_Milano
Opere in luoghi pubblici
1974 Monumento ai Caduti –Specchia (Le)
1980 Bassorilievo in bronzo di Aldo Moro –Specchia (Le)
1989 Madonna di pietra - Lucugnano (Le)
1990 Fonte Battesimale - Montecatini Val di Cecina (Pi)
1991Scultura in marmo giardini pubblici – Stilida (Grecia)
1992 Fontana in marmo Ditta Specchiasol- Verona
1995 Murales Ditta Specchiasol- Verona
1995 Mensa d’Altare in pietra Seminario – Lecce
1996 Statua in bronzo di “Don Tonino Bello”-Tricase (Le)
1996 Dipinto su tela “Il Battesimo di Cristo”-San Donà di Piave (Ve)
1997Scultura tuttotondo in pietra leccese “Predicazione di
Cristo”-Pizzo
Calabro(Calabria)
2000 Scultura in bronzo a grandezza naturale di “Padre Pio” Parco della
Repubblica -Specchia(Le)
2001 Scultura in bronzo grandezza naturale “Resurrezione di Cristo
collocata
nel cimitero di Specchia(Le)