Da Leucasia
All’Appia
Un’ importante via di comunicazione che partiva da
Roma, Caput Mundi, fino a Santa Maria di Leuca, Finis Terrae, è ripercorsa con
la manifestazione “Da Leucasia All’Appia”.
Un viaggio che il direttivo,
dell’associazione artistico socio-culturale Raggio Verde di Lecce ha organizzato a Roma, per portarvi un afflato d’arte salentina.
Gli artisti Luigi De Giovanni, Vito Giaccari, Maurizio
Muscettola, Vito Russo, Giovanni Scupola esporranno le loro opere in una mostra che s’inaugurerà
il 3 dicembre e che si potrà visitare fino al 13 dicembre nello splendido Palazzo
Pignatelli (Via IV novembre, 152).
Questi artisti con le loro opere raccontano la Puglia e le proprie emozioni. Opere, di pittura, di fotografia, di scultura, che esibiscono l’intrinseca magia donando il clima, il mistero e la poesia del
Salento.
Scaturita da un progetto
culturale dell’Associazione che intende
con l’arte annullare la distanza, non solo fisica ma anche di pensiero, questa
mostra mira a far conoscere oltre che la
produzione artistica del Salento anche i
prodotti e i sapori della terra.
La Cantina Sociale Coop di Nardò ha offerto vini e altri prodotti, dando così gusto all’evento artistico.
Forme, colori, sapori,
memoria e clima che portano la cultura leccese alla città eterna.
Programma
Sabato 3 dicembre, ore 17 presentazione del libro “La Zaira e gli
Aciti Undici” di Mauro Minelli
Interverranno:
Dott. Fabio Musca Unità Operativa Medicina Interna ospedale di Campi
Salentina
Prof. Diana Romano docente di Letteratura Italiana
il prof. Vincenzo Nicolì preside Istituto Tecnico “Deledda” – Lecce
ore 18, vernissage della mostra “Da leucasia all’Appia” saluto delle
autorità politiche-istituzionali e di esponenti del panorama culturale di Roma
e di Lecce
Luigi de Giovanni con i suoi fiori dalle delicate cromie, ma dal segno incisivo, si fa
interprete della miriade di messaggi che la natura emana, proprio come i fiori
fanno con il loro profumo. Belli e fragili sono lo specchio del nostro tempo, dell’estrema
fragilità comune all’esistenza di tutti gli uomini. I fiori, diventati scorci di un animo che si racconta, sono i
silenziosi attori della storia di un’umanità che va troppo veloce perchè senta gli
urli della natura ferita. I colori, protagonisti, rendono evidente i climi in
interpretazioni originali ed efficaci. Gli intrichi di pennellate creano luoghi
dello spirito dove riemerge l’humus Salentino.
Vito Giaccari, medico di professione, vivee lavora a Roma. Nella
poliedricità dei suoi scatti, il fotografo neretino mette insieme foto come
tasselli unici di un ideale percorso che lega Roma e il Salentosua terra d’origine.
Il suo sguardo accarezzai soggetti, li riscopre con l’entusiasmo di un cuore
bambino con la sensibilità in grado di fargli percepire, in un millesimo di
secondo, tutta la poesia di un istante irripetibile. Istante in cui l’occhio e
la macchina, in una simbiosi alchemica, riescono a tradurre in immagine quel
meraviglioso spettacolo del creato che si offre a noi, ogni giorno, come il più
grande dei doni.
Pittore, fotografo, scultore, poeta. E tra questi diversi
linguaggi, Maurizio Muscettola
ritrova nel colore la sua nota costante, lo spirito della sua ricerca
artistica. Attinge dalla natura, che l’artista indaga con occhio sempre attento
e sensibile, riuscendo a vestire di metafore gli oggetti più semplici. Una
natura morta, una conchiglia, un fossile. Con il suo iperrealismo l’artista di
origine partenopea ma di adozione leccese, riesce a ricreare atmosfere surreali
dove dialogano e si coniugano mondi apparentemente impossibili, ed
emergono con nuova forza le contraddizioni e le dicotomie tipiche della società
contemporanea.
Scultore dalla tempra forte e vigorosa come la Terra di Puglia, Vito Russo riesce a coniugare la
eccezionale sicurezza formale con l’armonia della materia più varia, che si
tratti di marmo, di granito, di legno di ulivo o di terracotta.
In ogni materia che incontri ci sono
infinite forme, tante quante la mente ne sa creare. Questo il principio ispiratore di ogni sua opera
dove la bellezza dei volumi, che evocano forme arcaiche, traduce la sensualità,
la femminilità, l’energia vitale della Madre Terra. Nei giorni scorsi si è
tenuta con successo l’inaugurazione del portale realizzato per la chiesa dei
Santi Martiri San Giovanni Battista e Maria Goretti a Taurisano.
Marmo o legno, Giovanni
Scupola riesce ad assoggettare la material fino al limite della restistenza
sfidando le leggi della chimica con il suo virtuosismo tecnico capace di
plasmarfe il granito più duro animeandolodi sensuale levità. Leggerezza
sembra essere la parola chiave per il maestro salentino che riesce a conferire
alle sue opere una cirfra particolarissima, espressione di un sincretismo di
culture che avvicina e fa incontrare l’Oriente e il Mediterraneo. Nel blocco
unitario l’artista riesce a tracciare linne complesse, disegnando figure
uniche. Forme stilizzate e dinamiche, protese a dominare lo spazio proprio come
il vento caldo di scirocco riesce a modellare gli ulivi secolari. Il prossimo
24 giugno lo scultore inaugurerà il suo atelier: uno straordinario laboratorio
a cielo aperto a Specchia (Lecce) suo paese natale