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Specchia.it / sezione Cultura

Galleria Mentana Firenze

Luigi de Giovanni a Seulo a dipingere (Galleria Mentana)

 

 

 

 

 

Amministrazione

percorsi

Sutta le Capanne du Ripa Piazza del Popolo 21A e Studio 22 Piazza del Popolo 22 - Specchia (LECCE) - cell. 3292370646

PERCORSI

Nell’ambito della diciassettesima edizione della 

“Giornata del Contemporaneo” 

indetta da AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

Apertura mostra: 11 dicembre 2021

Dalle 10.00 alle 20.00

https://www.amaci.org/events/619671b61261db8374fd347a

  Percorsi

I misteriosi percorsi delle idee, che nascono lentamente prorompendo sino a diventare racconti, si vestono di colori, di sensazioni, d’interiorità e di vita. Raccolgono i ricordi del tempo, le impressioni di un attimo, le luci cangianti della natura che vive, per farli diventare d’incanto pennellate, fissate creando atmosfere che vogliono andare oltre il reale: oltre l’angoscia che in questi ultimi due anni ci ha attanagliato.  È così che Luigi De Giovanni, seguendo i suoi pensieri, ci dona il suo mondo, le sue emozioni: il suo essere artista. Per la Giornata del Contemporaneo vuole regalarci sensazioni di risveglio o meglio di rinascita nella speranza che tutto finisca al più presto per riprendere nella gioia del vivere senza l’angoscia del COVID 19.

                                                                                                           Federica Murgia

 

RAFFAELLA DANESE

........ pennellate vorticose di rossi accesi che trascinano all'interno dell'opera, per comprenderne i lati più profonde, ma che allo stesso tempo risultano inverosimilmente chiari. Colori sublimi, vivi, che catturano lo sguardo ed emozionano infinitamente,che portano l'osservatore ad uno stato di appagamento pressoché totale. Spesso mi sono chiesta perché così tanti fiori, ma solo con il tempo sono riuscita a capire che ognuna di quelle tele nasceva da sensazioni diverse,"sensazioni soggettive" ma il risultato è sempre il medesimo; suscitare una forte emozione nell'osservatore dell'opera, riuscire ad entusiasmarlo con pennellate e colori sempre diversi, ma che sempre riescono a trasmettere una forte solarità. Lasciare l'animo libero, perché possa percepire la più tenue delle sfumature, senza nessun cenno di razionalità, senza costrizioni o forzature. Ma ci sono anche altre opere che mostrano un lato diverso dell'artista, non una contraddizione con i quadri più solari, ma semplicemente la dimostrazione di un altro stato d'animo. Pennellate nervose, colori più scuri,e parole come buio e morte, mostrano il lato pessimista che a volte ha il sopravvento su qualsiasi altro stato d'animo. La completezza dell'artista risulta però ancora più chiara grazie all'ennesima opera ..... dei jeans, che sembrano vivere di vita propria, quasi con prepotenza, si reggono in piedi, e dimostrano come qualsiasi oggetto possa trasformarsi in arte. Che aggiungere altro se non un doveroso ringraziamento per aver avuto la possibilità di esprimere quello che vuol essere un modestissimo parere, perché altro non si può fare di fronte ad un'arte tanto grande.......... Raffaella Danese

 

TOMMASO PALOSCIA

......rieccoli, i fiori, splendidi termini di un linguaggio che ha radici profonde nella coscienza di De Giovanni e che torna alla luce, finalmente, quando l'ossessione delle elaborazioni mentali si cheta. Riacquista così nella semplicità dell'espressione meridionale la forza in cui riemerge la purezza del mito che ha nutrito nei millenni la gente di Puglia. Risorge filtrando le scorie dialettale per guadagnare gli spazi che gli sono congeniali; per riappropriarsi, anche attraversi le esperienze insulari, di una libertà intellettuale che era presente nell'elaborazione di quel mito. Tommaso Paloscia

 

 

ALESSANDRA MENESINI

Contraddittori possono apparire, al primo impatto, certi passaggi di genere che rivelano un itinerario di sofferta ricerca tematica, stilistica e concettuale nell'arco di un quarto di secolo. Un viaggio nel furibondo tumulto emotivo giovanilmente denunciato con l'inchiostro di china, nella condivisione delle angosce dei nostri tempi trasferite nel sentimento pop e nella serenità della natura liricamente colta attraverso l'interpretazione dei colori e dei soggetti. Serenità di luce - un'esplosione continua di gioioso cromatismo - ma non di tratto. Nei "jeans" carichi di rabbia sociale così come nei fiori, frutta, alberi, foglie, rami, paesaggi, ritratti, colpisce inizialmente la felice vivacità del colore, ma il vero fascino deriva dal nervoso volteggiare di un pennello guidato dall'emozione: turbamento che si traduce in un animato intrico di furori. De Giovanni - pugliese naturalizzato sardo - sembra abbandonarsi a un istinto che deriva da osservazioni e sensazioni tutte "mediterranee"; dominandolo tuttavia col talento artistico e la padronanza tecnica. C'è sulle tele un intreccio di informale e impressionismo, di espressionismo e realismo (inconsce tracce di una lontana esperienza scenografica) che diventa unitario evidenziando un preciso percorso verso il conclusivo approdo artistico. Nessuna "contraddizione", quindi, a ben guardare. Ed è bene guardare....

,,,,,corolle fino a che l'armonia complessiva soddisfa la sua ricerca di un equilibrio non solo visivo. Capta e trasferisce esistenze effimere e radiose e ne riempie completamente le tele, saturando i fondi di ascese verticali verso la luce, fino a farli scomparire. Nella leggerezza dei tralci e dei fasci c'è una rappresentazione gioiosa che ha i suoi esiti più intensi quando si fa rarefatta ed essenziale, quando dei fiori non rimane che l'impronta del colore. Frammenti di fibre, puri passaggi, l'idea del fiore divenuta astrazione nell'accenno veloce del tocco caldo dell'olio. Intatta la vitalità che protegge il segreto di una malinconia nascosta sotto i getti freschi di mimose e glicini, e che si rifugia tutta sui tronchi scheletrici degli alberi, tratteggiati con moltitudine di luminose fronde ma secchi e scabri e come inariditi. Un'allegoria poetica affidata alle quasi infinite varietà vegetali, le controfigure gentili di sentimenti sovente venati d'angoscia. Il muto teatro non ospita né mani né visi né corpi. Velato, rimanda sotto forma di emozioni gli slanci e le cadute, l'inarcarsi e il ripiegarsi del cuore, in un racconto indiretto reso dal rapporto tra le impennate cromatiche e le forme sinuose. Nei fiori, e nel loro apparente realismo, Luigi De Giovanni identifica il fluire della vita, ma per la rabbia e la memoria egli usa dei jeans irrigiditi, intrisi di acrilici in tinte fonde, con le parole d'ordine e gli slogan di un mai digerito 68. Scolpiti in un materiale più povero della cartapesta, appena in tempo sottratti al rigattiere, carichi di sabbia e avanzi di bretelle, i vecchi pantaloni da lavoro Blue Genova sopravvivono a epoche e mode come le favolose salamandre degli alchimisti. Oberandoli di responsabilità collettive e personali disfatte, De Giovanni li fa stare in piedi come fantocci mozzati, supporti vagamente umani di una pittura forte ed espressiva, l'altra faccia dei suoi pennelli lucenti. Alessandra Menesini

 

PAOLO LEVI

CRITICA :Il mondo poetico di Luigi De Giovanni è il simbolo di un canto fecondo, ma anche il palcoscenico di presenze felici , anche se quella umana è assente. E' artista che avverte il desiderio di vivere la tela del dipinto come pagina di un diario infinito, perché infiniti sono i particolari e i messaggi della natura. Egli sente la necessità di portare in superficie risposte alle nostre inquietudini esistenziali. Nei suoi lavori l'albero, rappresenta l'archetipo che sulla tela si tramuta in poetica fantasia, esaltato in forme riconducibili al vero. Sono sufficienti pochi temi per Luigi De Giovanni per comunicare le proprie illuminazioni che si rivelano come esclamazioni interiori. Il suo intimismo postimpressionista vive tramite la necessità di captare l'assoluto e di guardare alla staticità del paesaggio, come a qualcosa di definito, di eterno. Paolo Levi

CRITICS The painter's poetical world is the symbol of a fertile song, but also a stage of happy presences, though human beings are absent. Luigi De Giovanni searches faith, a spiritual meaning. He's an artist who feels a desire to regard canvases as pages of an endless diary, because nature's particular and messages have no end. He feels the necessity to bring to ligth all the answers to man's existential anxietis. In De Giovanni's compositions the trees are the archetype that transforms itself into poetic imagination, exalted in forms referable to reality, Luigi De Giovanni choose very few themes to communicate his enlightements that reveal their meaning like intimate exclamations. His post 'impressionist intimism lives through the necessity to catch on to the absolute and observes the static nature of landscapes, as something definite and everlasting. Paolo Levi

 

 

MAURO MANUNZA

Le nature vive di un pittore che reinventa il paesaggio Ditelo con i fiori: la parabola internazionale di Luigi De Giovanni tra informale ed espressionismo Il tormentoso percorso artistico di Luigi De Giovanni si è trasformato in un frenetico itinerario geografico. Firenze, Milano, Roma, Pisa, New York, Madrid: i pop-jeans, i fiori, i paesaggi della Barbagia di Seulo lasciano la ristretta confusione dell-atelier cagliaritano per conquistare orizzonti lontani. Il Duemila, potrebbe dirsi, ha aperto il mondo al pittore leccese naturalizzato sardo: bonario cinghiale che non va a vedere le sue mostre oltre i confini dell'isola perché tutto gli si può chiedere fuorché di metter piede su un aereo. Un paradosso, forse, come apparentemente paradossale è il suo pendolarismo pittorico fra il cupo pessimismo informale e l'abbagliante gaiezza espressionista delle nature vive. Ma l'apparenza inganna, perché i due momenti stilistici - mai trascurati l'uno per l'altro, mai definitivamente,,,,,,,

,,,Ma, parallelamente, ecco l'innamoramento per il chiarismo, la scoperta dell'abbacinante luce che deriva dalla primordialità di un paesaggio solare, quello trovato in Sardegna: distese bruciate, verdi e gialli tenui o brillanti, panorami selvaggi, boschi, alberi, frutta, fiori, fiori, e ancora fiori. Lavora su tela, si prepara la tempera all'uovo, adopera gli acrilici riuscendo a dare vitalità e sfumature calde. Viva la luce, viva il colore! Il contrasto non è contraddittorio. Mauro Manunza