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Specchia.it / sezione Cultura

Galleria Mentana Firenze

Luigi de Giovanni a Seulo a dipingere (Galleria Mentana)

 

 

 

 

 

Amministrazione

Festival ItinerArte

Itinerarte: il 22 l'apertura del Festival nella biblioteca di Gallipoli. Il 23 e 24 le serate di gala con tanti artisti 

scritto da: RR Management | segnala un abuso

Mancano pochi giorni al via della prima edizione del Festival ItinerArte che si svolgerà a Gallipoli dal 22 al 24 luglio. Il tema dell’iniziativa, organizzata con il patrocinio dei Comuni di Gallipoli, Specchia e Castro e dedicata a Lucrezia Amendolara, la Dea Minerva e Santa Cristina, è “l’arte è bellezza se piena di contenuto”, ed è finalizzato alla declinazione della bellezza attraverso manifestazioni d’arte, cultura, spettacolo, intrattenimento. Ecco perché viene organizzata in collaborazione tra Comuni legati a figure femminili della mitologia, della storia e della tradizione religiosa in un intreccio di amore, sofferenza, coraggio e rinascita. La manifestazione ha anche un importante scopo solidale: durante le serate saranno raccolti fondi a favore della Onlus Betania a sostegno della popolazione ucraina, di cui l’associazione ospita più di un centinaio di persone.



Mancano pochi giorni al via della prima edizione del Festival ItinerArte che si svolgerà a Gallipoli dal 22 al 24 luglio. Il tema dell’iniziativa, organizzata con il patrocinio dei Comuni di Gallipoli, Specchia e Castro e dedicata a Lucrezia Amendolara, la Dea Minerva e Santa Cristina, è “l’arte è bellezza se piena di contenuto”, ed è finalizzato alla declinazione della bellezza attraverso manifestazioni d’arte, cultura, spettacolo, intrattenimento. Ecco perché viene organizzata in collaborazione tra Comuni legati a figure femminili della mitologia, della storia e della tradizione religiosa in un intreccio di amore, sofferenza, coraggio e rinascita. La manifestazione ha anche un importante scopo solidale: durante le serate saranno raccolti fondi a favore della Onlus Betania a sostegno della popolazione ucraina, di cui l’associazione ospita più di un centinaio di persone.

L’apertura ufficiale del Festival sarà venerdì 22 luglio alle 19:00 presso la Biblioteca Comunale di Gallipoli con l’inaugurazione della Mostra d’Arte dei Maestri Giuseppe Afrune, Lorena D’Ercole, Giovanni Vetere, Luigi De Giovanni, Laura Petracca, Agostino Branca e Antonio Errico.  Saranno presenti anche le opere della Casa per la Vita Artemide, la struttura che opera in ambito psichiatrico a Racale. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 25 luglio. Seguirà la cerimonia del “Patto d’amore” tra i Comuni di Gallipoli, Specchia e Castro.

Sabato 23 luglio alle 21:00 ci sarà la serata di Gala presso il Gallipoli Resort dedicata alla Dea Minerva.  Tra gli ospiti Aisha, la giovane e talentuosa cantante che ha partecipato ad Amici 2022, i Mundial, che con le loro contaminazioni musicali suggestive e coinvolgenti saranno la colonna sonora del Festival, Mago Marco con i suoi giochi di illusionismo, Alessio Errico e Dj Molino. 

Domenica 24 luglio alle 21:00 presso il Gallipoli Resort ci sarà il Galà conclusivo e la cerimonia di premiazione. Madrina della serata sarà l’ex Miss Italia Manila Nazzaro. Ci saranno poi momenti di spettacolo con il comico Gianfranco Phino, Mago Marco, Alessio Errico e le performance musicali di Chiara Conte. 

Diego Dalla Palma contribuirà durante le due serate con interventi e riflessioni. 

Il Festival ItinerArte, ideato e organizzato da Giuseppe Branca e realizzato con la collaborazione artistica con Contrappunto House of Books, è reso possibile grazie alla sinergia con le tante realtà imprenditoriali del territorio: Martinucci maestri pasticceri, Bottega Branca, Sandemetrio opificio erboristico, l’azienda agricola Gruppo Trovisi, Capital House luxury living, CasaViva, La cornice creazioni in legno, Santamaria viaggi, Enos Lecce, Prisma Gioielli Lecce. 

 

 

I PERCORSI DELLA MEMORIA

Per una rivoluzione dello sguardo

Nel segno de “Il Raggio Verde”, seguiamo da almeno dieci anni il percorso creativo di Luigi De Giovanni, un artista che partito da una fedeltà, pressoché genetica, alla figurazione e al paesaggio, ha saputo nel tempo, calandosi in una sorta di full-immersion interrelazionale, approdare a soluzioni innovative di ampia riflessione e di approfondito dialogo. Guardando ancora una volta alla memoria, come molti della sua generazione, in quanto momento determinante del pensiero e del fare.

 

E come fa il critico, a cui piace rammentare che in una certa occasione (l’oggetto d’attenzione era/è il lavoro di Luigi De Giovanni) aveva scritto di “una raffigurazione pittorica legata alla natura, anche quella minore” che si manifestava nella “vivacità degli apporti cromatici, sempre su di tono e in piena sintonia con quella pittura di paesaggio quanto mai legata –stante lo strettissimo rapporto con la realtà napoletana nel corso dei secoli passati- alla storia stessa della nostra terra”, e che in un’altra aveva richiamato l’attenzione sulla “complessità della sua ricerca, sviluppata tutta lungo la linea che dalla figuratività (quella sua attenzione al paesaggio che va oltre la

pura e semplice descrizione) si sposta fino ad una sorta di astrazione espressionista. Come ben visibile in quelle tecniche miste su jeans, che parlano di storie non concluse, di emergenze e di vita vissuta”.

Oggi, eccoci ad un nuovo incontro con Luigi De Giovanni, per una personale/riepilogo che ancora una volta volge lo sguardo nel vissuto, quello personale oltre che quello collettivo, muovendosi tra miti e utopie, segni ed immagini, suoni e parole. E che nell’emblematicità del quattordici luglio consente altre fughe ed altre fantasie.

Tracce di Ri€voluzione”, questo è il titolo di una sorta di mostra open che vuole farci attraversare gli ultimi cinquant’anni della nostra contemporaneità, accorpando i luoghi (l’originario Salento alla Sardegna essenziale, alla storica Firenze ed oltre) e comprimendo il tempo, portati

quasi per mano da Stefania Branca nel suo allestimento, coinvolti dalla performance live di Daniele Gabriele, e affascinati dal gioco delle sorprese come il lancio di acquerelli da intendersi quali “i colori dell’arte per colorare il futuro”. Nel ricor-

do di qualcosa che è avvenuto, ma anche nella speranza che l’utopia possa ri-verificarsi, ben oltre la rabbia, le urla, le delusioni, i tradimenti e le sconfitte sofferte.

E ci piace ricordare che nelle primissime pagine di “Le livre rouge de la rèvolution picturale par Pierre Restany”, edito dalle Edizioni Apollinaire di Milano, nel maggio millenovecentosessantotto, si legge “Idéaires de tous les pays, Unissez-vous!”, in una sorta di sollecitazione globale verso i creativi del mondo (chiamata alle arti?) affinché

l’immaginazione potesse andare al potere. Come in realtà poi, a ben guardare, non è accaduto.

Di fronte al rinnovarsi di una tale necessità (si parla tanto oggi di urgenza di bellezza e di etica dell’arte) ci pare importante riflettere, mettendoci al fianco di Luigi De Giovanni tra immagini note e richiami profondi, segni e parole, cromie esasperate al limite della materia, superfici anomale come quelle testimoniali dei jeans, e

infine equilibri di toni e di colori, nel segno della serenità. Che non è di certo la pace, ma la presa di coscienza di sé e della propria dimensione: umana, sociale, nazionale, oltre che la capacità di sentirsi sempre più vivo, e pronto perfino ad una

nuova rivoluzione.

Quella dello sguardo!

  

Toti Carpentieri