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Galleria Mentana Firenze

Luigi de Giovanni a Seulo a dipingere (Galleria Mentana)

 

 

 

 

 

Amministrazione

Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni

 

 

 

 

 

 

Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI    

Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni

A cura di: Federica Murgia - e20cult - Sutta Le Capanne du Ripa

Sutta le Capanne du Ripa Piazza del Popolo 21A e Studio 22 Piazza del Popolo 22 Specchia Lecce

Apertura Mostra:

13/10/2018 ore 10:00

 

L’evento è organizzato in occasione della 14 giornata del contemporaneo promossa da AMACI

e20cult - Sutta Le Capanne du Ripa

13 /25 ottobre 2018

Allestimento: Architetto Stefania Branca

Il silenzio della solitudine porta l’artista a riannodare i fili dei suoi pensieri per ancorarli nella memoria e farli riemergere nel momento creativo in climi che raccontano dialoghi interiori: angosce esistenziali o ricerca di sprazzi di aspettative che necessitano d’essere fissate per uscire dai tormenti. Grovigli di sensazioni s’incrociano in racconti che trovano le linee conduttrici in garze che, ricoprendo antichi intrecci di canapa o fili del ricordo, suturano le ferite del tempo che ha deluso i sogni. Per l’artista la ricerca dell’Io si fa urgente in pennellate e segni che vogliono ammantare lo smarrimento creato dagli eventi. Così i fogli si riempiono di filati e colori: di storie che sgorgano accavallandosi e saldandosi precipitosamente sino trovare la conclusione in una catarsi che porta Luigi De Giovanni a sprofondare nei meandri dei suoi turbamenti per ritrovarsi in sensazioni di pacato rasserenamento e di sottile gioia di vivere. I racconti si librano e i fogli prendono vita su stenditoi che attraversano lo spazio seguendo il ritmo di una brezza di speranza che va oltre il tempo per dare, finalmente, voce al silenzio della solitudine. 

Attività collaterali

Alle ore 18:30 Reading poetico–letterario, degli autori de “Il Raggio Verde Edizioni, sul tema della solitudine.

Per informazioni

  • Telefono: 329 2370646
  • Email:
  • http://www.degiovanniluigi.com/

 

 

 

Natale a Specchia:

un percorso che muove dal “Presepe Vivente” al “Natale d’Artista” fino alla mostra dei “Presepi dei Giovani” “Natale d’Artista” Specchia (Lecce)

- Palazzo Risolo - Piazza del Popolo

Personali in collettiva: UteBruno - Luigi De Giovanni - Laura Petracca - Roberto Russo -Ada Scupola - Giovanni Scupola Vernissage 21 dicembre 2014 - ore 17 Contemporaneamente all’esposizione dei “Presepi dei Giovani” e alle manifestazioni del “Presepe Vivente” Giorni: 25-26-28 dicembre 2014 e 1-6 Gennaio 2015 Patrocinio: Comune di Specchia Curatore: Federica Murgia Organizzazione: Assessorato alla Cultura del Comune di Specchia in collaborazione con Il Raggio Verde edizioni e Associazione Culturale “e20Cult” Il Comune di Specchia,

come ogni anno, organizza con grande sensibilità il “Natale nel Borgo”, mirando, oltre che a un impegno di rinnovata fede, alla promozione culturale e turistica del paese, per questo ha accolto le proposte che venivano presentate dall’associazione “e20cult” (per una mostra d’arte e una mostra dei “Presepi dei Giovani” dell'Associazione “Bambin Gesù”), e come ormai è consuetudine consolidata da anni, ha sostenuto il “Presepe Vivente” curato della Parrocchia della Presentazione della Vergine Maria e dell’Associazione Culturale Sportiva “Eugenia Ravasco” Onlus.

Manifestazioni che sono occasione di riflessione e di fede, nate nell’intento di recuperare con l’arte e con i simboli Francescani il vero senso della festività, intesa come momento d’incontro, di allegria che tenga conto, anche, della difficoltà con cui viene affrontata la religiosità e la fede nei nostri giorni: soprattutto nei paesi dove essere cristiano è una grande manifestazione di coraggio e amore. Le luci, i festoni, le ghirlande argentate e dorate, che tanto ci piacciono, sono semplicemente addobbi che esaltando gli sprechi del consumismo, oggi, evidenziando maggiormente le sofferenze della povertà senza speranza. Porre l’attenzione sul senso vero del Santo Natale, sia per gli artisti sia per i giovani, vuole significare il desiderio del superamento degli egoismi e degli atteggiamenti d’indifferenza e dell’apparire, piuttosto che dell’essere, che sono propri del nostro tempo e dell’uomo. Qui emerge il desiderio di principi che mirino alla vita piena di gioia, alle qualità e agli ideali che mettano l’individuo al servizio del prossimo. Con queste manifestazioni si desidera vedere il Natale come ritorno al calore della famiglia, della comunità che si riunisce per santificare la nascita di Cristo nei valori morali e sociali di un simbolo com'è il Presepe, per questo si desidera stupire e far riavvertire sentimenti puri di ricordi Francescani. Gli artisti presenti in questa mostra, con stili e tecniche differenti, riescono a essere coerenti alla poesia della fede, raccontando le gioie e le sofferenze che nella loro espressione creativa portano alla riflessione. Nella mia famiglia ci riunivamo davanti al cammino per il rito dei racconti di Natale che ci venivano fatti dai nonni o dai genitori. Oggi me ne sovviene uno che soleva farci mia madre. Narrava della Madonna che in attesa del Bambino Gesù dovette trovare una via per salvarlo da Erode, che aveva ordinato d’uccidere tutti i bimbi, per cui quando incontrò i soldati e le chiesero cosa avesse nell’ampio grembiule che appariva sollevato, rispose che aveva un mazzo di rose. Miracolosamente aprendo i lembi del grembiule apparve un mazzo di bellissime rose profumate di gioia che impedirono ai soldati di vedere la gravidanza. Ho riflettuto su quelle rose, così belle e ricche di una testimonianza di felicità e fede, sono andata con il pensiero alla miseria e alla violenza dei nostri giorni, alla strage degli studenti in Pakistan, che delle rose hanno avuto solo le spine. Vittime innocenti di un nuovo Erode la cui arretratezza culturale, l’ignoranza cieca, la sete di potere oscurantista e brutale ci ha profondamente turbato e che, proprio perché è Natale, si deve ricordare nella spiritualità della generosità della tolleranza e della religiosità vista come bene per tutti. L’arte ha il compito di suscitare sensazioni e di descrivere il bello con il sogno delle poesie di forme e colori rievocativi come il segno di speranza che si trovò nel grembiule di rose. Specchia 18 dicembre 2014                 Federica Murgia