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Specchia.it / sezione Cultura

Galleria Mentana Firenze

Luigi de Giovanni a Seulo a dipingere (Galleria Mentana)

 

 

 

 

 

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Luigi De Giovanni Biografia

Luigi De Giovanni

Biografia

Luigi De Giovanni nasce il 12 Febbraio del 1950 a Specchia (Lecce).

Sin dalla più tenera età esegue disegni ed acquerelli seguito dalla madre.

- 1967 dipinge assiduamente e fa la sua prima mostra collettiva.

- 1969 si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo.

- 1970 comincia a dipingere in maniera informale usando tecniche

       miste e collage.

- 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma.

- 1970 / 1978 segue il Corso Libero del Nudo.

- 1973 con il maestro Avanessian inizia lo studio dell’imprimitura delle

     tele e l’uso delle terre.

- 1974 si perfeziona nella tecnica ad olio.

- 1980 sperimenta la tempera all’uovo; realizza alcune opere con un

           unico filo conduttore “ le scalate sociali”.

- 1986 collaborazione con la Galleria degli Artisti – CAGLIARI

-

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Natale a Specchia:

un percorso che muove dal “Presepe Vivente” al “Natale d’Artista” fino alla mostra dei “Presepi dei Giovani” “Natale d’Artista” Specchia (Lecce)

- Palazzo Risolo - Piazza del Popolo

Personali in collettiva: UteBruno - Luigi De Giovanni - Laura Petracca - Roberto Russo -Ada Scupola - Giovanni Scupola Vernissage 21 dicembre 2014 - ore 17 Contemporaneamente all’esposizione dei “Presepi dei Giovani” e alle manifestazioni del “Presepe Vivente” Giorni: 25-26-28 dicembre 2014 e 1-6 Gennaio 2015 Patrocinio: Comune di Specchia Curatore: Federica Murgia Organizzazione: Assessorato alla Cultura del Comune di Specchia in collaborazione con Il Raggio Verde edizioni e Associazione Culturale “e20Cult” Il Comune di Specchia,

come ogni anno, organizza con grande sensibilità il “Natale nel Borgo”, mirando, oltre che a un impegno di rinnovata fede, alla promozione culturale e turistica del paese, per questo ha accolto le proposte che venivano presentate dall’associazione “e20cult” (per una mostra d’arte e una mostra dei “Presepi dei Giovani” dell'Associazione “Bambin Gesù”), e come ormai è consuetudine consolidata da anni, ha sostenuto il “Presepe Vivente” curato della Parrocchia della Presentazione della Vergine Maria e dell’Associazione Culturale Sportiva “Eugenia Ravasco” Onlus.

Manifestazioni che sono occasione di riflessione e di fede, nate nell’intento di recuperare con l’arte e con i simboli Francescani il vero senso della festività, intesa come momento d’incontro, di allegria che tenga conto, anche, della difficoltà con cui viene affrontata la religiosità e la fede nei nostri giorni: soprattutto nei paesi dove essere cristiano è una grande manifestazione di coraggio e amore. Le luci, i festoni, le ghirlande argentate e dorate, che tanto ci piacciono, sono semplicemente addobbi che esaltando gli sprechi del consumismo, oggi, evidenziando maggiormente le sofferenze della povertà senza speranza. Porre l’attenzione sul senso vero del Santo Natale, sia per gli artisti sia per i giovani, vuole significare il desiderio del superamento degli egoismi e degli atteggiamenti d’indifferenza e dell’apparire, piuttosto che dell’essere, che sono propri del nostro tempo e dell’uomo. Qui emerge il desiderio di principi che mirino alla vita piena di gioia, alle qualità e agli ideali che mettano l’individuo al servizio del prossimo. Con queste manifestazioni si desidera vedere il Natale come ritorno al calore della famiglia, della comunità che si riunisce per santificare la nascita di Cristo nei valori morali e sociali di un simbolo com'è il Presepe, per questo si desidera stupire e far riavvertire sentimenti puri di ricordi Francescani. Gli artisti presenti in questa mostra, con stili e tecniche differenti, riescono a essere coerenti alla poesia della fede, raccontando le gioie e le sofferenze che nella loro espressione creativa portano alla riflessione. Nella mia famiglia ci riunivamo davanti al cammino per il rito dei racconti di Natale che ci venivano fatti dai nonni o dai genitori. Oggi me ne sovviene uno che soleva farci mia madre. Narrava della Madonna che in attesa del Bambino Gesù dovette trovare una via per salvarlo da Erode, che aveva ordinato d’uccidere tutti i bimbi, per cui quando incontrò i soldati e le chiesero cosa avesse nell’ampio grembiule che appariva sollevato, rispose che aveva un mazzo di rose. Miracolosamente aprendo i lembi del grembiule apparve un mazzo di bellissime rose profumate di gioia che impedirono ai soldati di vedere la gravidanza. Ho riflettuto su quelle rose, così belle e ricche di una testimonianza di felicità e fede, sono andata con il pensiero alla miseria e alla violenza dei nostri giorni, alla strage degli studenti in Pakistan, che delle rose hanno avuto solo le spine. Vittime innocenti di un nuovo Erode la cui arretratezza culturale, l’ignoranza cieca, la sete di potere oscurantista e brutale ci ha profondamente turbato e che, proprio perché è Natale, si deve ricordare nella spiritualità della generosità della tolleranza e della religiosità vista come bene per tutti. L’arte ha il compito di suscitare sensazioni e di descrivere il bello con il sogno delle poesie di forme e colori rievocativi come il segno di speranza che si trovò nel grembiule di rose. Specchia 18 dicembre 2014                 Federica Murgia