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Specchia.it / sezione Cultura

Galleria Mentana Firenze

Luigi de Giovanni a Seulo a dipingere (Galleria Mentana)

 

 

 

 

 

Amministrazione

MU.VE

Museo di Arte Moderna

Modigliana

 

Inclusione con l’Arte

 

Stimolati dal clima spirituale del Natale che ci apprestiamo a festeggiare, a Modigliana (FC), mercoledì 6 dicembre 2017, nel salone <<Don G.Bossetti>> del Circolo Anspi <<IL CENTRO>>, alle ore 20,30 ci sarà la presentazione della mostra <<Inclusione con l’Arte>> promossa dalla Coop. Kara Bobowski. La serata proseguirà con la conferenza: <<Il Bell’Annuncio>> Riflessioni su Bibbia e Arte tenuta dal Prof. Giovanni Gardini vicedirettore del Museo Diocesano di Faenza – Modigliana.

Più attività per parlare di un unico tema riguardante la bellezza della spiritualità intrinseca nelle cose del creato e dell’ingegno, tangibile nel percorso di inclusione che termina con una mostra molto significativa sotto il profilo umano e sociale  in quanto fa emergere lo specialistico e affettuoso lavoro con  gli ospiti della Coop. Kara Bobowski, nonché la professionalità degli artisti che con umanità, affettività e donazione hanno guidato la realizzazione dei lavori dei ragazzi capaci di produrre opere molto interessanti e di donare calore umano privo di filtri.

Alle ore 21.30, presso i locali parrocchiali del MU.VE - Museo di Arte Moderna - si inaugurerà la mostra personale di Luigi De Giovanni che presenta opere riconducibili ai suoi paesaggi dell’anima. L’artista racconta percorsi tortuosi che si esaltano nella bellezza struggente degli argentei ulivi che trovando spazio fra i sassosi scorci del Salento sino a caratterizzarlo e a dargli quella spiritualità tipica della luce mediterranea. L’istintività che porta a cogliere l’essenza delle cose si trasforma in pennellate secche e spontanee che seguono le linee sino a cogliere la vibratilità della luce che nell’attimo rende la realtà. Luigi De Giovanni con la sua pittura fa un canto alla natura, esaltandone gli scorci in un concento di colori e nei contrasti a volte bruschi che sfumano in poetici toni sino a trovare il mare che riverbera luci d’inusitata bellezza o diradamenti di armonie cromatiche che danno  spazio all’immaginazione. Le opere in mostra parlano di una terra arsa, scolpita dal vento e dalle intemperie; dove gli ulivi contorti e nodosi raccontano la struggente bellezza del luogo e la sofferenza dei contadini che da sempre li hanno curati con amore sino a farli assumere le forme che incantano oggi. Pennellate veloci e incisive sono la trascrizione dei discorsi che De Giovanni fa con la natura sino a ritrovare l’Humus che l’ha nutrito e che gli fa percepire la spiritualità dei luoghi da lui amati e indagati. Dalle campagne arrivano i fiori spontanei delle composizioni floreali, che nella loro splendente e multicolore bellezza ripercorrono la caducità e la poesia della vita sino a diventare una riflessione con la spiritualità e il mistero del discorso fatto con i colori che, nel procinto del Natale, rendono il bello per ricondurre alla temporaneità delle cose del mondo: all’importanza dell’essere piuttosto che dell’apparire. Le opere presenti in mostra al MU.VE sono state create dall’artista in un crescendo emozionale che racconta lo spirito che alberga nei paesaggi salentini.    Federica Murgia

 

 

 

 

Dicembre 2017  

 

 

 

 

 

e20cult - Sutta Le Capanne du Ripa

 

Mostra di Luigi De Giovanni

 

Diversità è ricchezza – Romagna Salento A/R

 

studio “Sutta Le Capanne Du Ripa”, Specchia (LE), Piazza del Popolo, 21A

07/10/2017 - 18/10/2017

Tredicesima  Edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci  - 14 ottobre 2017 - dalle 10:30 alle  21:00

La mostra “Dialoghi con il paesaggio”, Specchia il 7/18 ottobre, è la conclusione del progetto, fatto dalla Cooperativa Sociale “Kara Bobowski” di Modigliana e dal “Raggio Verde edizioni” di Lecce, intitolato “Diversità è ricchezza – Romagna Salento A/R” con ospiti d’eccezione il maestro Luigi De Giovanni, con una mostra e un laboratorio sul paesaggio, e Giuseppe Zippo, pastry chef pasticceria “Le Millevoglie” di Specchia.  

L’artista, nello studio “Sutta le Capanne du Ripa”, espone opere legate alla sua ricerca sul paesaggio e il giorno 14 ottobre converserà con i visitatori sul paesaggio salentino.

Luigi De Giovanni, rapito dai panorami dei suoi luoghi, con impulso irrefrenabile prende i suoi pennelli e fissa gli attimi emozionali che lo portano a rincorre i toni del Salento e immergendosi nel paesaggio dalle chiare sfumature abbacinanti ritrova il suo Io: il suo luogo interiore che lo placa da tutte le ansie e da tutti i tormenti. Un ritorno al suo humus, alla madre terra Genius Loci che lo sa nutrire di tutte quelle sensazioni che sanno d’amore e di serenità. Così lui dialogando con il paesaggio dialoga con se stesso e, nell’armonia dei messaggi delle gradazioni alcune volte improvvise e brusche, insegue linee di orizzonti lontani e prossimi dove i di microcosmi di vita pare vogliano fermarsi da soli sulle tele. Nel suo meditare l’artista s’immerge nell’equilibrio della natura scoprendone l’aspetto migliore che gli fa ritrovare il senso della vita. Federica Murgia

 

Luigi De Giovanni nasce il 12 Febbraio del 1950 a Specchia (Lecce).

Sin dalla più tenera età esegue disegni ed acquerelli seguito dalla madre.

- 1967 dipinge assiduamente e fa la sua prima mostra collettiva.

- 1969 si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo.

- 1970 comincia a dipingere in maniera informale usando tecniche

       miste e collage.

- 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma.

- 1970  / 1978 segue il Corso Libero del Nudo. 

- 1973 con il maestro Avanessian inizia lo studio dell’imprimitura delle

      tele e l’uso delle terre.

- 1974 si perfeziona nella tecnica ad olio.

- 1980 sperimenta la tempera all’uovo; realizza alcune opere con un

           unico filo conduttore “ le scalate sociali”.

- 1986  collaborazione con la Galleria degli Artisti – CAGLIARI

- 1988 sperimenta tecniche miste con l’uso di materiali di scarto

       simbolo di “rifiuto” quali: segatura, trucioli metallici, pezzi di

       gomma inservibili, carta e tessuti e successiva performance con

       lancio di uova.

- 1988 inizia il rapporto con la Galleria “Mentana” di Firenze che lo

      presenta alla Fiera Arco di Madrid. 

- 1990 comincia a realizzare e ad esporre opere che hanno come filo

           conduttore “l’angoscia nella società attuale” e comincia ad

           usare i vecchi jeans come tele per le sue opere a carattere

           sociale e come pittosculture, con successiva installazione.

- 1998  collaborazione con la Galleria La Bacheca – CAGLIARI 

- 2000  Collaborazione con la Galleria Della Tartaruga – ROMA  

- 2000  comincia a fare installazioni con i jeans e vari altri materiali o oggetti.

- 2003  Collaborazione con la Galleria “III Millennio”  Venezia

- 2011  performance con coinvolgimento del pubblico.

 

 

 

 

 

 

 

Sante Le Muse – agriturismo,

Strada comunale Salve Morciano n°. 3 - Tel. 342 7911059,

Con Michela Santoro e la sua Libreria Idrusa di Alessano

Il venerdì a Sante Le Muse profuma di buoni libri accompagnati da un calice di ottimo vino, taralli e frisoccoli.”Aperitivo letterario”

MISTICANZE trame di parole, radici e gusto.

Si parte venerdì 17 febbraio alle ore 19.00, Sante Le Muse – agriturismo, con:

“IL PAESE DELLA ROSA PEONIA” di Federica Murgia – Raggio Verde Ed.

Si proseguirà con: Alessandro Romano, Simona Cleopazzo, Matteo Greco.

Federica Murgia con il libro “Il paese della rosa peonia”, fa un percorso della memoria che la porta a rivivere uno spaccato del mondo contadino sardo, dove le tradizioni, che ancora resistono come buone pratiche su cui si innerva un forte senso della comunità, sono un valore da conservare e tramandare. Nei quattro racconti introdotti da una breve presentazione dei protagonisti il paesaggio, in primis, descritto con amore e nostalgia del tempo, è parte del ricordo non solo individuale ma collettiva e diventa un tassello unico e insostituibile. Il paese della rosa peonia - o come si dice in sardo Sa 'idda de s'orrosa ' e padenti’ non è solo il luogo geografico racchiuso tra il Gennargentu e il greto del Flumendosa, territorio dalla bellezza straordinaria con un patrimonio naturalistico tale da aver dato vita al primo Ecomuseo della Sardegna, è soprattutto una dimensione dell’anima dove l’amore per la famiglia include quello per la propria terra compresi gli esseri vegetali e animali che lo popolano. Lì il lavoro agropastorale, tramandato di padre in figlio, è la preghiera più bella che si possa recitare perciò la fatica nei campi e nei pascoli non è vissuta come un sacrificio bensì come un dono che rende felici e liberi.

“Racconti di un mondo arcaico, lontano, del buon tempo antico, intrisi di fascino, di gioia di vivere e di spensieratezza: il mondo dei bambini. – si legge nella prefazione del genealogista Pino Ledda. Accanto a questo mondo, però, esiste il mondo dei grandi fatto di sofferenze, di privazioni, d’invidia e di cattiveria. Due mondi paralleli che Federica è riuscita a coniugare e a rappresentare magistralmente offrendoci uno spaccato di purezza che diventa, però, messaggio ed ammonimento e ci obbliga ad un duro esercizio di retrospezione”.

L’Autore

Federica Murgia è nata a Seulo, nella Barbagia, un paese della provincia di Cagliari situato nel pendio del monte Perdedu che fa parte del massiccio del Gennargentu.

Lì ha vissuto l’infanzia e parte dell’adolescenza. Successivamente si trasferisce a Cagliari dove tuttora risiede nel quartiere di Villanova anche se trascorre lunghi periodi a Seulo e a Specchia (Lecce).

Insegna,si no al 2010, nelle scuole secondarie di primo grado come docente di Educazione Tecnica e, dopo la specializzazione, come docente di Sostegno.

Appassionata e curiosa dell’arte scrive per artisti, italiani e stranieri, che espongono nella galleria d’arte “Mentana” di Firenze o in altri spazi pubblici o privati.

É ideatrice del sito: www.murmurofart.comdove confluisce la sua passione per l’arte e per la natura.

 

 

DIVERSITÀ È RICCHEZZA. SALENTO ROMAGNA A/R
LUIGI DE GIOVANNI ESPONE A MODIGLIANA
27 AGOSTO – 3 SETTEMBRE
READING LETTERARIO A CURA DELLA CASA EDITRICE IL RAGGIO VERDE
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SALENTITUDINE” DI CARLO PETRACHI
28 agosto | Tavola rotonda: DIVERSITÀ È RICCHEZZA

Il Salento, con la casa editrice Il Raggio Verde, va in trasferta in Romagna dal 27 al 29 agosto per portare la bellezza e l’energia positiva e creativa del nostro territorio e farne dono agli amici di Modigliana. Coltivare con questo gemellaggio la bellezza della cultura dell’incontro.
Diversità è Ricchezza. Salento Romagna A/R, come suggerisce il titolo, ha avuto un prologo nel Salento, lo scorso 20 giugno, quando in occasione del Convegno “Cultura e sociale” (presso la sede del GAL Capo S. Maria di Leuca) Franca Soglia, presidente di “Kara Bobowski”, ha presentato la sua cooperativa nata venticinque anni fa a Modigliana e l’idea di realizzare un gemellaggio culturale rafforzando il sodalizio con la casa editrice Il Raggio Verde con la quale si è avviata una collaborazione tre anni fa grazie al libro “C’è facebook per te”.

Sarà una delegazione di autori e artisti salentini ad approdare in quel di Modigliana per realizzare appunto una full immersion tra arte e letteratura per celebrare questo importante anniversario per la cooperativa “Kara Bobowski”.
Nella città romagnola l’artista Luigi De Giovanni insieme al pastry chef Giuseppe Zippo saranno gli ospiti d’onore della Festa. Con loro però la casa editrice porterà alcuni autori salentini, tra i quali Carlo Petrachi che con il suo Salentitudine porterà in terra romagnola il profumo del mare del Salento e le sue storie. L’obiettivo è di rafforzare le eccellenze che accomunano i due territori nei vari settori, per consolidare e ampliare i rapporti culturali, sociali ed economici, per offrire ai territori interessati nuove e serie opportunità di sviluppo nei diversi campi del vivere civile e stabilire nuove connessioni. E come se non attraverso i linguaggi dell’arte? Dalle mostre (vernissage domenica 27 agosto ore 18) quella curata dal GAD - Kara Bobowski - Abbraccio Verde e quella sul paesaggio di Luigi De Giovanni, protagonista nei giorni successivi anche di un laboratorio aperto al pubblico e in particolare agli ospiti del centro, alla staffetta letteraria in programma sempre domenica 27 agosto, alle ore 19, che unirà in un alternanza di suoni una selezione di testi di scrittori romagnoli e salentini: Salvina La Marca, Alberta Tedioli, Niceta Maggi, Anna Signani, Anna Paola Pascali e Franca Soglia. In apertura presentazione del libro “Salentitudine” di Carlo Petrachi. Regia poetica: Antonio Spino; Regia sonora: Walter Perini.
A seguire buffet a cura di Abbraccio Verde e AUSER.Infine i sapori, anch’essi si fonderanno per creare nuove suggestioni e imbastire nuove storie. Dal Salento come accennato arriverà per il gran galà per realizzare le sue dolci creazioni il pastry chef Giuseppe Zippo.
Particolarmente significativo sarà la tavola rotonda sul tema: “Diversità è ricchezza” che si sovlgerà lunedì 28 agosto nella sala Bernabei in piazza Matteotti a Modigliana.
Dopo i saluti di benvenuto di Valerio Roccalbegni, sindaco di Modigliana seguiranno le introduzioni di Viviana Ceroni, presidente Associazione GAD; Franca Soglia, presidente Coop. Sociale Kara Bobowski; Nicoletta Galassi, coordinatrice Coop. Agr.-Soc. Abbraccio Verde; Angelica Sansavini, consigliere Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
Giusy Petracca, presidente “Il Raggio Verde” edizioni di Lecce. Parteciperanno al convegno con i loro contributi Bruno Biserni, presidente GAL L’Altra Romagna, Carlo Petrachi, autore del libro “Salentitudine” ed esperto di storia salentina; Mauro Neri, presidente Confcooperative Forlì-Cesena; Antonietta Fulvio, direttore editoriale “Il Raggio Verde” edizioni e direttore responsabile della rivista “Arte e luoghi”; Alfonso Pascale, docente del Master in Agricoltura sociale dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata in convenzione con la Rete Fattorie Sociali e l’Associazione Oasi.
Modererà Serena Bambi, responsabile di posizione organizzativa Unione dei Comuni della Romagna Forlivese
Al termine buffet a cura di Cooperativa Kara Bobowski e Ass. GAD in collaborazione con Caffetteria La Piazanova.
Tantissime le attività in programma, segnaliamo in particolare martedì 29 agosto, nello splendido giardino Don Giovanni Verità in via Marconi, il “Percorso culinario dalle colline romagnole al mare del Salento” nell’ambito delle cene Open Air a cura di Abbraccio Verde, GAD e Kara Bobowski con la partecipazione del pastry chef salentino Giuseppe Zippo.


Presentazione su Arte e Luoghi (Mensile di Arte Cultura Spettacolo e Curiosità) testo di Antonietta Fulvio


La scenografia dell’esistenza. Lo spazio, il tempo, la memoria. Sono i cardini lungo cui si snoda la poetica di Luigi de Giovanni che nella ricerca della luce-colore ha la sua essenza. In un gioco di rimandi, dalla vista al gesto passando dall’ascolto, figlio del silenzio, al dialogo esclusivo con l’universo: De Giovanni intesse il suo racconto per immagini cogliendo il problema dell’estetizzazione del reale.
Come gli antichi greci creatori di miti, De Giovanni ha generato il suo. Raccontare i luoghi ritornando alla Natura. Ritrovare il genius loci che alberga in ogni paesaggio partendo dallo studio del colore, dalla luce naturale che dovrebbe essere la lente attraverso cui guardare le cose del mondo. Oltre i 16:9 dei tv al plasma, dei monitor - dai pc, ai tablet ai cellulari di ultima
generazione - che sembrano essere diventati lo spazio di confronto che intrappolano la natura e la natura dell’uomo. Una pittura estetica ma anche etica che inviti l’uomo ad una profonda riflessione e a rifondare la società in relazione ad un rapporto più autentico con la natura, senza dimenticare l’arte del buon governo della polis secondo la definizione aristotelica che vuole l’uomo per natura animale politico.
Questo, in estrema sintesi, il leitmotiv della sua ricerca stilistica e pittorica. Una ricerca iniziata negli anni Sessanta nell’Accademia di Belle Arti a
Roma, allievo dei maestri Avanessian e Vergoz (per la specializzazione in Scenografia). Poi lo studio del nudo con i maestri Guzzi, Spadini e lo stesso Avanessian con il quale, legato da profonda amicizia, continua un rapporto di lavoro e di studio che lo porta a dipingere en plein airper tre mesi i paesaggi marini nella provincia di Taranto e a perfezionare la tecnica dell’olio, dell’imprimitura delle tele, le tempere all’uovo. Tecniche che padroneggia con assoluta maestria per realizzare i suoi lavori, quasi quinte scenografiche, dove protagonista è un paesaggio non antropizzato, selvaggio, eppure l’uomo è presente, è lo stesso artista con il suo punto di vista a raffigurarne e a farne percepire i sentimenti, le paure ancestrali e i mutamenti dell’animo che seguono nel ritmo ver-tiginoso del colore le variazioni della natura. A parte l’iniziale esperienza figurativa e gli studi grafici, se si vuole cercare l’uomo non lo si troverà mai nelle composizioni pittoriche di De Giovanni che ha via via concentrato la sua attenzione e la sua indagine sul paesaggio. Che si tratti della Puglia o della Sardegna, o di una dimensione più intimistica, l’artista passa dal macrocosmo al microcosmo per raccontare in fondo l’esistenza umana tra paradossi e certezze legate alla contemporaneità, senza necessariamente ritrarre l’uomo. Anche quando ricorre all’evoluzione degli oggetti, risultato della tecnologia che soffoca la memoria contadina, o ai jeans, trasformandoli da supporto pittorico a icona dell’umanità, per esprimere e rappresentare il disagio della civiltà che cambia, il crollo delle ideologie, le ingiustizie sociali, il mal de vivre che rende schiavi. Lui, però con la sua pittura, intrisa di filosofia, è un uomo libero. Ribelle, forse. Ma libero di esprimere le sue idee, ciò che sente e ciò che vede, estraniandosi quasi dal contingente per raggiungere con la sua arte una sorta di limbo dove annulla lo spazio e il tempo. Un po’ come il pittore leonardiano, “padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all’uomo” lui le genera con i mezzi a sua disposizione, il tratto, i contrasti cromatici, perfino le spremiture di colore direttamente sulla tela. Perché il colore è il linguaggio, la parola che si fa immagine, volume che riempie il vuoto, materia che cattura la luce. La sua ricerca pittorica coincide con un tema ricorrente che è il senso della vita e il rapporto con il cosmo. Lo abbiamo visto anche nelle sue più recenti esposizioni da La rinascita di Flora, mostra preludio al suo Dialogo con la natura – oltre i 16:9 (Brindisi, 2013) al progetto artistico, E il naufragar m’è dolce in questo mare, mostra itinerante partita nel 2014 da Tricase, che lo ha visto impegnato a costruire un itinerario pittorico lungo una direttrice immaginaria che attraversa i comuni nell’area del “Parco Naturale Regionale “Costa Otranto S.M. di Leuca - Bosco di Tricase”: Alessano, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase. Costa dopo costa, Luigi De Giovanni ha tracciato un percorso che è materia e colore, segno e memoria. Perché l’arte è uno strumento di valorizzazione e di promozione dei luoghi e di un ritorno ai luoghi per un approccio più autentico con la Natura. Riannodando il filo mai interrotto del suo “Dialogo con la natura”, coerente centro della sua poetica che lo ha visto esporre da Parigi a New York, da Cannes a Bruxelles oltre che nelle principali città italiane, Luigi de Giovanni dal 26 al 3 settembre sarà ospite a Modigliana dove terrà tra l’altro un laboratorio sul paesaggio e sulle narrazioni del colore. In mostra naturalmente i paesaggi del Salento, le marine e i fiori...la natura che si srotola davanti ai nostri occhi quotidianamente. In ogni sua tela si può leggere l’omaggio a Madre Terra, al miracolo della creazione che si fa pensiero e colore. Se è vero che esiste un linguaggio dei fiori proprio con essi De Giovanni parla da sempre delle angosce che possono rendere cupa l’esistenza, come il buio ingoia il paesaggio racconta della caducità della vita,
metaforicamente resa nelle nature morte floreali che occupano l’intera tela in cui rintracciare il sentimento del sublime. Ma i sentimenti sono eterni. Non hanno tempo. Appartengono a generazioni di generazioni, da quando il primo uomo ha respirato il profumo di essenze diventate memoria: come l’odore intenso della terra bagnata dalla pioggia, il bouquet dei fiori di campo, la fragranza inebriante della macchia mediterranea, percezioni e visioni immagazzinate come dati per poi essere decodificate e riaperte come file del ricordo. De Giovanni ha inventato un suo codice espressivo, elaborando e digerendo i grandi maestri dell’arte dall’impressionismo, all’espressionismo, alla scuola romana; il suo segno è materico, incisivo, la sua tavolozza dai cromatismi quasi sempre violenti perché la natura è violenta – dice – non è mai statica. C’è sempre in corso una lotta, invisibile agli occhi, perché l’equilibrio naturale resti tale. Per lui dipingere è un rito ancestrale e con la stessa sacralità con cui gli antichi sacerdoti si recavano al tempio ce lo immaginiamo quando all’alba imbraccia tele e pennelli per catturare una minima variazione di luce, il gioco di ombre o semplicemente i fotogrammi di una pellicola che la natura srotola davanti ai nostri occhi, quotidianamente. Con immutata passione si dirige in un luogo ben preciso, perché, come lui stesso rivela, ha scoperto degli angoli della sua Specchia, come del Salento e della Sardegna, dove trovare l’inquadratura perfetta da trasferire sullo spazio pittorico. Uno spazio che può moltiplicarsi nei moduli quadrati, nelle tele rettangolari che si avvicinano alla dimensione di quel sedici noni attraverso i quali noi umanità di terzo millennio guardiamo alla realtà. Una realtà fittizia, perché elaborazione di bit, di pixel che ci rendono prigionieri.
Il nostro spazio visivo è sempre più uno spazio virtuale. Mediatico. Dal tubo catodico al plasma, ai led, i monitor sono diventati la nostra finestra sul mondo e spesso, sempre più spesso, dimentichiamo di aprire le finestre reali e guardare la natura che prosegue inarrestabile il suo ciclo
vitale. Un ciclo che Luigi De Giovanni inquadra e cerca di fermare in uno spazio tempo che ha perso le coordinate convenzionali. La sua pittura è un invito a guardare. Oltre e dentro noi stessi. A riflettere su quel processo di equilibrio che è alla base della vita e che noi con il nostro agire quotidiano stiamo alterando, e seriamente compromettendo in una direzione che può portare solo ad un processo irreversibile.
Luigi De Giovanni è un sognatore perché la dimensione del sogno e la metafisica sono la vera password per accedere alla spiritualità che domina tanto il cosmo esteriore che quello interiore. Nell’arte si rinnova l’estrema attuazione della libertà del pensiero, quel guardare oltre e dentro di sé che fa fede a quel meraviglioso precetto leonardiano secondo il quale il pittore «se vuol generare siti deserti, luoghi ombrosi o freschi ne’ tempi caldi, esso li figura, e così luoghi caldi ne’ tempi freddi. Se vuol valli, il simile; se vuole dalle alte cime di monti scoprire gran campagna, e se vuole dopo quelle vedere l’orizzonte del mare egli n'è signore; e così pure se dalle basse valli vuol vedere gli alti monti, o dagli alti monti le basse valli e spiagge. Ed in effetto ciò che è nell'universo per essenza, presenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente, e poi nelle mani, e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempo generano una proporzionata armonia in un solo sguardo qual fanno le cose».
E lui, con la sua pittura, nipote della Natura, ci offre insoliti e originali sguardi. A noi la scelta di
imparare a guardare. Oltre i 16:9, appunto.
degiovanniluigi.com

 

“e il naufragar m'è dolce in questo mare”

mostra personale itinerante di Luigi De Giovanni

Scuderie, Palazzo Gallone – TRICASE (Lecce)

Inaugurazione: 18 dicembre 2016 alle ore 18:00

Dal 18 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017

 

 

Luogo: Tricase (Lecce), Palazzo Gallone, Scuderie

Data: dal 18 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017

Patrocinio: Comune di Tricase

Curatore: Antonietta Fulvio

Organizzazione: Assessorato alla Cultura del Comune di Tricase

in collaborazione con Il Raggio Verde edizioni e associazione “e20Cult”

Orario: tutti i giorni dalle ore 18 alle 21 con ingresso libero

 

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