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CRITICA
:Il mondo poetico di Luigi De Giovanni è il simbolo di un
canto fecondo, ma anche il palcoscenico di presenze felici ,
anche se quella umana è assente. E' artista che avverte il
desiderio di vivere la tela del dipinto come pagina di un
diario infinito, perché infiniti sono i particolari e i
messaggi della natura. Egli sente la necessità di portare in
superficie risposte alle nostre inquietudini esistenziali. Nei
suoi lavori l'albero, rappresenta l'archetipo che sulla tela
si tramuta in poetica fantasia, esaltato in forme
riconducibili al vero. Sono sufficienti pochi temi per Luigi
De Giovanni per comunicare le proprie illuminazioni che si
rivelano come esclamazioni interiori. Il suo intimismo postimpressionista vive tramite la necessità di captare
l'assoluto e di guardare alla staticità del paesaggio, come a
qualcosa di definito, di eterno. Paolo
Levi |
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CRITICS The painter's poetical world is the symbol of a
fertile song, but also a stage of happy presences, though
human beings are absent. Luigi De Giovanni searches faith, a
spiritual meaning. He's an artist who feels a desire to regard
canvases as pages of an endless diary, because nature's
particular and messages have no end. He feels the necessity to
bring to ligth all the answers to man's existential anxietis.
In De Giovanni's compositions the trees are the archetype that
transforms itself into poetic imagination, exalted in forms
referable to reality, Luigi De Giovanni choose very few themes
to communicate his enlightements that reveal their meaning
like intimate exclamations. His post 'impressionist intimism
lives through the necessity to catch on to the absolute and
observes the static nature of landscapes, as something
definite and everlasting. Paolo
Levi
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