I colori della malinconia - Alfonso Avanessian

Il percorso di un artista è nelle sue opere, drammi , lontananza di affetti, nostalgia di luoghi, amore e ricordi di ciò che non si ha più ne sono l’essenza .
Alfonso Avanessian è Armeno, nato a Teheran dove ha vissuto sino al 1950 quando quasi diciottenne si è trasferito in Italia, nelle sue opere però conserva ancora l’afflato della sua terra d’origine.
Benché il suo cambiamento di cultura sia stato radicale e la sua concezione della vita sia diventata totalmente italiana nella sua pittura è presente l’humus della sua terra lontana.
Nei climi dei suoi dipinti non risultano luci esplosivamente solari ma queste sono ammantate da sfumature blu e azzurre da dove, alcune volte, emergono rossi, tendenti ai rosa, e sbiaditi.
Questi colori riportano all’Iran, dove ha vissuto il primo periodo della sua vita.
E’ nella spiritualità dei paesaggi e dei colori che si avvertono la poesia compositiva e le sensazioni inconsce del ricordo, anche se, apparentemente, il periodo di Teheran non è esplicitato iconograficamente.
La pittura di Avanessian è una pittura di sensazioni, colte rapidamente da soggetti reali, riportate inseguendo i colori e le sfumature della luce.
Le pennellate sono veloci e vanno a sfumare il colore sino a renderlo rarefatto, quasi evanescente, mirabilmente combinato con l’insieme.
Alcune volte sembrano svolazzi che si inseguono creando un movimento e un ritmo di colori che vivono in armonia.
Gli alberi sembrano danzare vestiti di fronde mosse dal vento che si inclinano lasciando traccia dei propri colori anche nelle trasparenze del vuoto.
Nei paesaggi riguardanti Roma, città che lo ha accolto e dove continua a vivere in un attico, diventato anche il suo studio, si avverte il suo amore per la città. I tramonti sul Tevere, dai malinconici gialli e rossi sbiaditi, terrosi alcune volte, e dagli azzurri mai puri lasciano intravedere una dolce poesia che nel tramonto vede il nuovo giorno. La poetica delle sue opere è scandita da pennellate che seguono una rima che alcune volte diventa libera e dissonante per dei guizzi di luce, colti istintivamente nel riverbero dell’acqua colpita dagli ultimi deboli raggi del sole che cala all’orizzonte,che rompono l’ordine.
Alfonso Avanessian è nato il 31 gennaio 1932.
Ben presto si interessa alla pittura frequentando poi l’Accademia di Belle Arti a Roma dove è allievo di Amerigo Bartoli Natinguerra, con la quale instaura anche un’amicizia, lunga e duratura, testimoniata da numerose foto dove vengono ripresi insieme e da un ritratto che il maestro fa al giovane Alfonso.
La sua formazione artistica e umana avviene con la frequentazione dei gruppi di Amerigo Bartoli Natinguerra, Vincenzo Cardarelli e Achille Campanile e di questi conserva un ricordo affettuoso e di stima.
Docente della Cattedra Di Scuola Libera del Nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma è stimato dai suoi allievi che spesso intrattengono con lui rapporti profondi, infatti con uno dei suoi allievi, Luigi De Giovanni, per lunghi anni si reca in Puglia, precisamente a Taranto presso la famiglia Nuzzi Rocco con la quale instaurano una lunga e
duratura amicizia.

 

 

 

La sua carriera è ricca di riconoscimenti, a partire dal 1950 quando si consolida la sua presenza sulla scena artistica nazionale ed internazionale con mostre personali e collettive .
1954 - fa la sua prima personale presso la galleria San Marco di Roma;
1954- 55 - 56 per tre anni consecutivi è presente alla Mostra Nazionale di Spoleto
1955 premio Olevano
1955 personale presso la galleria L’Aureliana di Roma (presentato in
catalogo da Renato Guttuso)
1957 premio Pontedera
1958 è invitato alla Biennale di Venezia dove presenta il famoso
ritratto La Sora Rosa
1958 - 59 - 61 partecipa alle Rassegne di Arti Figurative di Roma e del Lazio
1960 premio “Maggio di Bari”
1960 Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea di San Benedetto del
Tronto
1961 galleria Il Vantaggio di Roma (presentato in catalogo da Mino Maccari)
1962 premio alla Mostra Nazionale di Arezzo
1962 Università Popolare di Padova
1963 Palazzo Delle Esposizioni Roma
1965 premio Cardarelli
1966 personale alla galleria “Lo Scalino” Roma( in questo periodo inizia la
collaborazione con i galleristi romani Russo, Ettore ed Antonio)
1968 personali a: Roma (Galleria lo Scalino), Padova (Galleria Antenore),
Cagliari(Galleria Degli Artisti), Rovigo( Galleria Alexandra),
Catanzaro (Centro d’Arte Il Pozzo)
1969 Galleria “La Barcaccia” - Salsomaggiore
1971 galleria “Antenore” Padova, galleria “Lo Scalino” - Roma
1972 galleria “Nettuno” Bologna, galleria “Dei Portici” - Ancona
1974 galleria “Lo Scalino” - Roma
1974 galleria La Barcaccia - Salsomaggiore
1976 galleria Medea - Milano (presentato da Massimo Carrà)
1977 galleria La Barcaccia - Salsomaggiore
1978 galleria La Barcaccia - Salsomaggiore
1981 galleria La Vetrata - Roma
1982 galleria Fidia - Taranto
1982 galleria Tripode - Taranto
1983 Club d’Arte Michelangelo - Cagliari
1984 galleria La Vetrata - Roma
1985 galleria Il Faro - Cagliari
1986 galleria Russo - Roma
1987 galleria La Vetrata -Roma
1989 galleria Russo -Roma
1991 Vince il premio Polifemo
1992 antologica per i quarant'anni di attività galleria Russo - Roma
1993 acquerelli galleria Russo - Roma
1994 Primavera Romana dell’Argam galleria Russo - Roma
1996 galleria d’arte Tortora - Ferrara
La sua attività espositiva continua ad essere incessante e nella stagione artistica 2004/05 tre gallerie gli dedicano una mostra dal titolo “IL MONDO IN SUPERFICIE “ che riscuote grandissimo interesse.
2004 “Un mondo in superficie” gallerie: Russo, La Vetrata, Fidia - Roma

Cagliari 27 agosto 2005 Federica Murgia

Alfonso Avanessian: Via Nemorense, 15 (scala F) Roma
Tel. 06 8848326

Gallerie di riferimento: La Vetrata di Roma
Russo di Roma
Fidia di Roma